L'Aula Cannizzaro ha ospitato il quarto incontro del ciclo di seminari sul fenomeno mafioso, promosso dal Centro Studi sulle Mafie dell’Università di Messina. L'evento, incentrato sul tema "La mentalità mafiosa", ha offerto un'importante occasione di approfondimento accademico grazie agli interventi di esperte del settore.
I lavori sono stati introdotti da Annamaria Anselmo, professoressa di Storia della filosofia dell’Università di Messina e componente del Direttivo del Centro Studi. Nel suo discorso, la docente ha evidenziato la complessità del fenomeno mafioso, declinandola nel suo significato etimologico di "reticolo". Questa struttura a rete non caratterizza soltanto i legami interni tra gli associati, ma si estende anche all'esterno, connettendo l'organizzazione criminale al tessuto sociale e ai molteplici affari illeciti perseguiti.
Successivamente, la prof.ssa Rossella Merlino (Senior Lecturer presso la Queen’s University Belfast) ha analizzato la mentalità mafiosa decostruendo i cliché comuni e il cosiddetto "culturalismo". L'obiettivo è coglierne l'essenza in stretta relazione con il contesto sociale di riferimento. Durante la sua relazione, la professoressa ha sviluppato numerosi spunti di riflessione:
· Origini dei riti: le analogie tra i rituali mafiosi originari e quelli derivanti dagli ambienti carbonari e massonici.
· Mafia e religione: l'uso strumentale e utilitaristico dei simboli sacri e delle processioni religiose.
· Le voci dei boss: l'analisi delle dichiarazioni rilasciate dai capimafia durante i maxiprocessi o nei “pizzini”.
· La dimensione digitale: la narrazione dell'appartenenza mafiosa sui social media attraverso l'ostentazione di simboli specifici, come tatuaggi, gioielli e armi.
L'intervento conclusivo della prof.ssa Francesca Frisone (Postdoc Researcher dell’Università di Messina) si è concentrato sulla figura femminile all'interno dei sodalizi mafiosi. Tradizionalmente, la donna è stata descritta come vittima della violenza maschile o relegata a posizioni marginali e subalterne. Tuttavia, i dati statistici e le evidenze giudiziarie più recenti mostrano un cambio di paradigma. Le sentenze odierne fotografano infatti una realtà in mutamento, in cui le donne assumono un ruolo sempre più dinamico e strategico, specialmente in relazione alla dimensione più moderna della mafia, nella gestione degli affari illeciti e delle attività di riciclaggio.